Approfondimenti
L’offerta economicamente più vantaggiosa e le opportunità dell’intelligenza artificiale
Federico Fidanza
2025
La scelta dei metodi di attribuzione dei punteggi nell’offerta economicamente più vantaggiosa non è mai neutra e può incidere in modo decisivo sull’esito delle gare. Muovendo da un parallelo con i sistemi elettorali, il contributo evidenzia come la prassi tenda a privilegiare modelli semplici ma non sempre adeguati, e prospetta il possibile ruolo dell’intelligenza artificiale nel rendere accessibili e operativi metodi multicriterio più evoluti, nel rispetto della supervisione umana e dei principi del Codice dei contratti pubblici.
L’Intelligenza Artificiale nel nuovo Codice dei contratti
Federico Fidanza
2023
Il nuovo Codice dei contratti pubblici introduce per la prima volta una disciplina espressa sull’Intelligenza Artificiale nelle procedure di gara, codificando principi già affermati da GDPR e giurisprudenza amministrativa. Trasparenza (anche sul codice sorgente), controllo umano e divieto di discriminazioni diventano parametri normativi dell’amministrazione algoritmica. Più che rivoluzione, un intervento di sistematizzazione che prepara il terreno alle sfide poste dai sistemi di machine learning.
Intelligenza artificiale e Consiglio di Stato
Piero Fidanza
2022
La sentenza del Consiglio di Stato n. 7891/2021 affronta per la prima volta, in modo esplicito, il tema dell’intelligenza artificiale nel contesto delle gare pubbliche, distinguendo chiaramente tra algoritmo “tradizionale” e sistemi di machine learning. Nel caso relativo alla fornitura di pacemaker, Palazzo Spada ha chiarito che non ogni automatismo integra intelligenza artificiale: un algoritmo è una sequenza di istruzioni predefinite, mentre l’IA implica capacità di apprendimento e di elaborazione autonoma di nuovi criteri decisionali. La decisione, oltre a risolvere la controversia sul punteggio tecnico, offre lo spunto per interrogarsi sul futuro impiego dell’IA negli appalti, dalla giustizia predittiva alla valutazione delle offerte. La giurisprudenza amministrativa ha già tracciato alcune coordinate fondamentali: conoscibilità e trasparenza degli algoritmi, controllo umano (human in the loop), divieto di discriminazioni e conformità ai principi generali dell’azione amministrativa. L’algoritmo utilizzato dalla pubblica amministrazione, infatti, va considerato un vero e proprio “atto amministrativo informatico”, soggetto alle medesime garanzie di legalità, imparzialità e sindacabilità.
L’esclusione automatica dalla gara, tra matematica e diritto
Federico Fidanza
2021
Il saggio analizza il procedimento di calcolo della soglia di anomalia nelle gare con almeno 15 offerte, ai sensi dell’art. 97, comma 2, del d.lgs. 50/2016, alla luce delle modifiche introdotte dal Decreto semplificazioni e dei più recenti arresti giurisprudenziali. Dopo un’esemplificazione pratica del metodo di calcolo, l’articolo ricostruisce il contrasto interpretativo sorto sull’operazione di “decremento” prevista alla lett. d), evidenziando il consolidarsi dell’orientamento del Consiglio di Stato favorevole alla semplice sottrazione del valore percentuale. La vicenda diventa così occasione per riflettere sui limiti del linguaggio normativo quando traduce formule matematiche e sull’opportunità di una maggiore precisione tecnica nella redazione delle disposizioni in materia di appalti.
L’offerta anomala, tra decreto semplificazione e questione del “blocco unitario”
Federico Fidanza
2020
Con il Decreto semplificazioni l’esclusione automatica delle offerte anomale negli appalti sotto soglia assume un ruolo centrale e impone un coordinamento stretto con l’art. 97 del Codice. In questo contesto riemerge una vexata quaestio operativa: il “taglio delle ali” in presenza di ribassi identici e la scelta – spesso proposta dalle piattaforme telematiche – tra criterio “assoluto” e “blocco unitario”. Attraverso esempi di calcolo e una ricostruzione dell’evoluzione giurisprudenziale (dall’Adunanza Plenaria n. 5/2017 fino a TAR Umbria n. 138/2020), l’articolo mostra come si sia consolidato il principio del blocco unitario quale “diritto vivente”, anche dopo l’abrogazione della norma regolamentare previgente. Ne deriva un’indicazione pratica: la stazione appaltante non può limitarsi a “seguire il software”, ma deve governare consapevolmente l’impostazione del calcolo, privilegiando il blocco unitario per garantire parità di trattamento e ridurre il rischio di contenzioso.